
Restauratori
Grazie alla evoluzione
tecnologica dell'ultimo scorcio del secolo scorso ed alle nuove esigenze
nate tra i restauratori, si sono sviluppate diverse tecnologie di indagine
diagnostiche totalmente non distruttive e portatili che si affiancano
alle classiche analisi distruttive fisiche e chimiche già da
tempo utilizzate nell'ambito dei beni culturali.
Con queste nuove tecniche di indagine è ora possibile aumentare
il volume delle analisi senza incrementare proporzionatamente il danno
che le classiche analisi, che necessitano di campione estratto, recano
all'opera sotto esame.
È importante
sottolineare che queste nuove indagini non intendono sostituire le indagini
classiche, ma integrarle in maniera funzionale. Una moderna campagna
di misura, infatti, inizia con un insieme di indagini non distruttive
che caratterizzano il tipo di problema e le zone critiche. Le analisi
distruttive vengono poi effettuate solamente in queste zone per raggiungere
una visione completa della situazione con il minimo danno possibile
all'opera d'arte e per rispondere a quelle domande eventualmente rimaste
ancora in sospeso.