Collezionisti Privati

Possedere una presunta opera d'arte significa possedere un investimento, probabilmente anche di grande valore, ma solo in potenza e non in atto.
Per cominciare a valutare la possibilità di un eventuale ricchezza posseduta conviene determinare subito l'età più probabile dell'opera in esame al fine di selezionare eventuali attribuzioni.

Le indagini scientifiche non distruttive sono certamente il primo passo da effettuarsi nel lungo percorso di una attribuzione definitiva. Infatti le indagini scientifiche non distruttive non intervengono minimamente sull'opera sotto esame non diminuendo assolutamente il suo valore.

Le indagini scientifiche non distruttive possono essere utili ai privati anche dopo l'acquisto di un'opera d'arte da un altro privato oppure ad un'asta, nel caso in cui intervenissero dubbi sulla datazione indicata. I risultati scientifici sono prove a tutti gli effetti (la Ars Mensurae è infatti stata chiamata dal Tribunale di Roma e di Milano) ed in caso di discordanza tra i risultati scientifici e la datazione attribuita è possibile pretendere l'annullamento dell'acquisto od anche proseguire per vie legali, sicuri di vincere.

Perché le analisi scientifiche non distruttive portatili possono essere utili al proprietario di un'opera d'arte?
Le analisi non distruttive preservano l'opera e la classificano in maniera singolare. Il proprietario di un'opera d'arte può quindi aumentare la conoscenza dell'opera in possesso e quindi il suo valore.

 


Le analisi scientifiche non distruttive portatili possono aiutare a datare un'opera d'arte?
Certo. Se prendiamo per esempio i dipinti, sappiamo che i pigmenti hanno avuto nel corso della storia una evoluzione che ha fatto entrare in disuso alcuni e nascere ex novo altri. I periodi di maggior uso di ogni pigmento sono documentati e quindi la presenza di alcuni determinati pigmenti collega il dipinto al periodo di comparsa degli stessi. Così se un'opera ritenuta antica presenta soltanto pigmenti moderni essa è chiaramente un falso.
Le analisi scientifiche non distruttive portatili possono aiutare a scoprire un falso?
Certamente. Trovare per esempio un dipinto del Caravaggio che fa uso del bianco di titanio entrato in uso nel 1916 rende quel Caravaggio un falso. Anche nelle opere di metallo può essere condotto una analisi di questo tipo. Se per esempio un supposto monile antico contiene non in piccole quantità elementi scoperti in periodi storici differenti al periodo di attribuzione del monile, esso è falso.

Quanto tempo si impiega ad avere i risultati delle analisi scientifiche?
Se si esclude la radiografia X che per ovvie ragioni necessita dello sviluppo di una lastra radiografica, tutte le altre analisi hanno una risposta immediata.

Quanto costano le analisi scientifiche non distruttive portatili?
Lo sviluppo della scienza e della tecnologia hanno permesso di contenere il costo di ogni misura. Le analisi sono certamente alla portata di tutti.

Cosa è il DNA di un'opera d'arte?
Ogni opera d'arte è composta di elementi che attraverso le nostre strumentazioni possono essere calcolati, quantificati, caratterizzati, individuati. In questo modo l'opera d'arte viene scientificamente ed obbiettivamente monitorata e conosciuta nella sua unicità.

A cosa serve il DNA?
Il DNA di un'opera d'arte è come un'impronta digitale per l'uomo. L'opera d'arte viene individuata con quelle determinate caratteristiche che le permettono di essere riconosciuta in caso di furto o di controversie al fine di reclamare la proprietà dell'opera.

Cosa si intende per sistemi di analisi portatili?
Il sistema di misura viene portato nel luogo in cui si trova l'opera d'arte. In questo modo l'opera non subisce stress da trasporto e non ci sono problemi di sicurezza.

Perché non distruttivo?
Fare analisi non distruttive vuol dire non intervenire sull'opera sotto esame prelevando campioni o modificandone la struttura e quindi mantenerla nella sua integrità ed il suo valore.

Quali sono le analisi non distruttive?
Le analisi non distruttive portatili che la Ars Mensurae usa sono:
Fluorescenza UV
Riflettografia digitale in bianco nero ed in falso colore
Radiografia X
Fluorescenza X in dispersione di energia (EDXRF)

Che cosa è la Fluorescenza X in dispersione di energia (EDXRF)?
La fluorescenza X è una metodologia fisica che sfrutta gli elettroni interni di ogni atomo. Tramite un fascio di raggi X si eccitano questi elettroni che producono un vuoto. Questo vuoto viene riempito da altri elettroni esterni e questo scambio produce una impronta (spettro) caratteristica di quell'elemento. Con questa tecnica è possibile analizzare ogni elementi dallo zolfo all'uranio.

Che cosa è la radiografia X
La radiografia X è un metodo per esaminare gli strati interni non visibili attraverso i diversi gradi di penetrabilità che ha la materia ai raggi X. Per esempio il piombo risulta meno trasparente ai raggi X che non il calcio e quindi una pennellata di biacca (piombo) appare su di una lastra in maniera più visibile che non una pennellata di bianco san giovanni (calcio)

Che cosa è la riflettografia infrarossa?
La riflettografia infrarossa è una metodologia fisica che permette di vedere attraverso alcuni strati pittorici per scoprire ad esempio il disegno preparatorio di un dipinto. Essa sfrutta la diversa penetrabilità degli strati pittorici alla radiazione infrarossa alla quale una particolare telecamera è visibile.

Che cosa è la fluorescenza ultravioletta?
La fluorescenza ultravioletta è una tecnica per valutare i ritocchi di un dipinto. Tramite la diversa risposta che colori in apparenza uguali hanno con la luce ultravioletta è possibile scoprire zone ridipinte non visibili.


 




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