
Musei ed Istituzioni
Salvaguardare un'opera
d'arte e tramandarla alle future generazioni nel modo migliore possibile
è certamente uno dei compiti più importanti e delicati
di musei e collezionisti istituzionali.
Altrettanto importante
è, tuttavia, tramandare l'opera d'arte con intorno un contesto
vivo ed un interesse acceso nei suoi confronti che solo lo studio dell'autore
e del periodo storico in cui l'opera è stata prodotta possono
fare. Per questo studio è necessario che sia l'opera d'arte a
rivelarci informazioni nuove ed importanti (ad esempio sulla tecnica
esecutiva dell'autore).
Ma analizzare a
fondo un 'opera d'arte usando tecniche di analisi distruttive certamente
non è il modo migliore per mantenere l'integrità di un'opera
d'arte.
Le analisi scientifiche non distruttive intervengono esattamente per
bilanciare l'esigenza di analisi con l'esigenza della salvaguardia.
Con queste
nuove tecniche di indagine è ora possibile aumentare il volume
delle analisi senza incrementare proporzionatamente il danno che le
classiche analisi, che necessitano di campione estratto, recano all'opera
sotto esame.
È importante
sottolineare che queste nuove indagini non intendono sostituire le indagini
classiche, ma integrarle in maniera funzionale. Una moderna campagna
di misura, infatti, inizia con un insieme di indagini non distruttive
che caratterizzano il tipo di problema e le zone critiche. Le analisi
distruttive vengono poi effettuate solamente in queste zone per raggiungere
una visione completa della situazione con il minimo danno possibile
all'opera d'arte e per rispondere a quelle domande eventualmente rimaste
ancora in sospeso.